Nessuna miracolosa pietra filosofale di Nicolas Flamel, né i costosi esperimenti di Bryan Johnson: per preservare la propria essenza vitale bisogna imparare a proteggere e conservare il Jing. In che modo? Accogliendo e gestendo gli eventi e i cambiamenti piuttosto che lasciandosi travolgere da essi.
Ma facciamo un passo indietro e capiamo insieme cosa è il Jing. È uno dei concetti alla base della medicina cinese e indica l’essenza vitale, la riserva di energia innata, ovvero ereditata, e acquisita, dunque condizionata dalle scelte compiute ogni giorno che favoriscono, o meno, il benessere della persona. Cattive abitudini, malattie, stress, relazioni sbagliate: sono tutti fattori che partecipano alla dispersione delle riserve di Jing, già naturalmente intaccate dallo scorrere del tempo.
Contrariamente a quanto possiamo pensare, però, è possibile preservare e sostenere questa importante scorta di energia vitale, innanzitutto agendo su quelli che, ormai lo sappiamo, sono i pilastri per una vita sana: scegliere un’alimentazione equilibrata, svolgere attività fisica regolare, riposare il giusto, evitare o ridurre il consumo di fumo e alcol, ricercare una quotidianità ricca di stimoli positivi dove ci sia spazio per passioni, hobby, relazioni umane positive e, per quanto possibile, evitare le situazioni di stress. Quest’ultimo elemento, poi, è quello che più di altri intacca le nostre riserve di Jing, perché lo stress promuove infiammazioni e disturbi che inficiano la qualità della vita.
Ed è questo il circolo vizioso da spezzare, una piccola rivoluzione che può iniziare subito, semplicemente prendendo consapevolezza del fatto che siamo noi i custodi della nostra energia vitale.