PRENDERE IL LARGO PER CERCARE IL SOLE

PUBBLICATO IL 06 AGOSTO 2021 IN RIFLESSIONI

Ci sono barche che dimenticano il motivo per il quale sono state create e, per paura di qualche possibile naufragio, preferiscono rinunciare a prendere il largo, rimanendo piuttosto ormeggiate in un porto sicuro.

Così il tempo scorre inesorabile mentre la natura, incurante delle indecisioni umane, segue il suo corso.

È questo uno dei maggiori ostacoli al processo evolutivo umano e una delle trappole da cui dovremmo cercare di salvarci: “fuggire” da qualcosa ma senza sapere in quale direzione procedere, senza avere consapevolezza di ciò che è giusto per noi e rimanendo imprigionati nell’incapacità di fare “il primo passo”.

 

«Non esiste vento favorevole per il marinaio che non sa dove andare»

 

diceva Seneca e, in effetti, il problema è tutto qui: se non conosco ciò a cui aspiro in modo assoluto, se non ho mai avuto occasione di sperimentare emozioni, sensazioni e, soprattutto, un reale stato di grazia nel pensare o vivere certe emozioni, affrontando a viso aperto il rischio del cambiamento, con tutta probabilità inizierò mille viaggi con mille fermate, anche traumatiche. Aprirsi al cambiamento, all'ignoto, al viaggio, avendo o meno in mente una meta da raggiungere, significa partecipare al ciclo rigenerante della vita e diventarne parte attiva e costruttiva. È una scelta semplice, una risposta affermativa all'istinto primordiale che ci spinge a cercare il sole oltre l'orizzonte conosciuto.