Siamo annoiati, incontentabili, costantemente alla ricerca di novità che non soddisfano mai le nostre aspettative. Siamo la generazione – o le generazioni, perché il problema è trasversale – dello scrolling compulsivo.
Difficile dire se l’insoddisfazione sia causa o conseguenza di questo atto apparentemente innocente, ma intrinsecamente negativo: il nostro dito punta sul bordo superiore dello schermo e scrolla verso il basso alla ricerca di nuovi contenuti, nuove informazioni e non per sete di sapere ma per effimera ricerca di piacere che si ottiene grazie al rilascio di dopamina nel cervello: il neurotrasmettitore che si attiva nelle tossicodipendenze e nella ludopatia, per intenderci.
Il problema è che molti di noi lo fanno senza nemmeno rendersene conto, solo per vedere nuovi contenuti, ma non per osservarli o leggerli con attenzione.
E c’è un prezzo da pagare per questo piacere facilmente accessibile: lo scrolling compulsivo può portare a stanchezza mentale, difficoltà di concentrazione, stress e ansia e, in casi estremi, alla nomofobia, ovvero la paura di rimanere disconnessi dal web.
E le conseguenze diventano anche più gravi quando parliamo di adolescenti: lo scrolling compulsivo può infatti avere ripercussioni sulla concentrazione e sulla memoria, poiché i ragazzi si abituano a informazioni superficiali, dimenticando ciò che hanno imparato. Gli adolescenti, infatti, hanno un sistema nervoso particolarmente sensibile alle gratificazioni immediate, come nel caso di quelle offerte dalle notifiche dei social, e possono rimanere intrappolati in una vera e propria spirare di continuo scrolling, allontanandosi così dalla realtà. L’ideale sarebbe posticipare il più possibile l’età di accesso ai social e comunque monitorarne l’uso attraverso strumenti di controllo parentale.
Ma quando il gesto diventa dipendenza? Quando non se ne può più fare a meno e, invece di guardarsi intorno, parlare con gli altri, godere della vita, si continua a scrollare il cellulare cercando piacere in quella ricerca infinita e insoddisfacente di contenuti nuovi.
Come liberarsi dallo scrolling compulsivo?
Ci sono tante piccole azioni che possono gradualmente liberarci da questa nuova ossessione. Vediamone alcune.
· disabilitare le notifiche
· fissare limiti di tempo per l'uso dei social media
· impegnarsi in attività alternative
· settare lo schermo in una scala di grigi
· settare opzioni per gestire il tempo davanti allo schermo
· impostare promemoria per prendere delle pause programmate
· lasciare lo smartphone in una stanza diversa dalla camera da letto
Allontanarsi fisicamente dal telefonino, ogni volta che si può, è comunque il primo e più importante passo da compiere per rompere la dipendenza.