Siamo soliti immaginare il nostro corredo genetico come qualcosa di assegnato alla nascita e quindi immutabile. Da tempo, invece, è noto come esso sia modificabile e modificato dall’ambiente che ci circonda e dallo stile di vita che scegliamo di seguire. Scelte e abitudini sane, infatti, possono migliorare in modo significativo la risposta del nostro patrimonio genetico agli stimoli esterni e, di conseguenza, la qualità della vita.
Conosciamo già i pilastri per vivere in modo sano, ma non è mai sbagliato ricordarli brevemente. Un’alimentazione equilibrata che prediliga frutta, verdura di stagione, cibi freschi e integrali; una regolare attività fisica; un corretto rapporto sonno veglia e abitudini salutari, come l’assenza di alcol e fumo e, infine, una quotidianità ricca di stimoli positivi, passioni, hobby, relazioni umane soddisfacenti.
Nulla di nuovo per chi mi segue e già in altre riflessioni ha trovato consigli a riguardo. Ciò che non abbiamo ancora detto è che tali scelte partecipano alla relazione tra ambiente e genoma, ovvero una branca della biologia anche nota come epigenetica: lo studio di come l’età e l’esposizione a fattori ambientali, l’alimentazione e lo stile di vita in generale possono modificare l’espressione dei geni non interferendo con la sequenza del DNA.
Senza addentrarci in complesse disquisizioni su genetica e biologia, ciò su cui invece vorrei riflettere insieme è l’opportunità che questa consapevolezza offre: ogni nuovo giorno è buono per iniziare ad avere più cura di sé stessi, perché questi processi sono dinamici e reversibili e fare le scelte corrette in termini di salute può cambiare la risposta dell’organismo agli stress esterni, consentendo di percorrere un altro tratto di strada verso il benessere.