LA VACANZA POSSIBILE

PUBBLICATO IL 22 AGOSTO 2025 IN RIFLESSIONI

La parola vacanza evoca in tutti noi immagini di valigie piene all’inverosimile, biglietti aerei, guide turistiche e mete lontane da visitare. Un’organizzazione che parte mesi prima con la scelta e la prenotazione della destinazione, la valutazione del periodo di ferie e quella del budget. Già da questi primi dettagli si intende come l’idea di vacanza si appesantisca di stress e dubbi, pur rappresentando una parentesi positiva per chi può permettersi di andare in ferie e di pagare un soggiorno fuori; cosa che per molti, quest’anno, non è stata realizzabile. Niente budget per viaggi, a volte neanche giorni di ferie disponibili, e dunque niente vacanze.

L’errore comune, di fatto e di senso, è quello di credere che per regalarsi una vacanza sia necessario allontanarsi per un periodo più o meno lungo. Ma questa è in realtà solo una possibile connotazione del termine e non la sua denotazione. Se ne osserviamo l’etimologia, infatti, scopriamo che la parola vacanza deriva dal latino vacans, participio presente del verbo vacare, che significa essere libero, privo di impegni. Niente di più, niente di meno. Eppure abbastanza per riscoprire il piacere di un tempo lento, da riempire con ciò che più amiamo, anche quando quel tempo ci sembra scarso, insufficiente. Staccare dai soliti problemi, mettere in pausa gli impegni, spegnere il telefono e “andare in vacanza dalla quotidianità”.

Impariamo a riscoprire la semplicità di godere anche dei piccoli spazi che la vita ci offre e traiamo beneficio da una gita fuoriporta, una passeggiata lungomare, la visita a un museo. Sospendere la quotidianità, volgere lo sguardo verso un paesaggio diverso, anche se non lontano, gustare la pausa come momento di rigenerazione.

Godere delle piccole cose non vuol dire accontentarsi, ma piuttosto saper essere felici più spesso e più facilmente.