I PRIMI PASSI VERSO L’ASCOLTO DEL SÉ: LIBERARSI DALLE MASCHERE

PUBBLICATO IL 10 OTTOBRE 2020 IN RIFLESSIONI

Succede spesso e a molti tra noi, di identificarsi con il proprio ruolo sociale e professionale in modo così profondo da arrivare a sfiorare stati nevrotici, talvolta fuori controllo. 

Si inizia, senza accorgersene, ad indossare una certa maschera per la maggior parte della giornata e si arriva, in breve, a percepirla come parte integrante del nostro essere, fino al punto di rimanere imprigionati in quel determinato ruolo, anche quando sarebbe possibile spogliarsi della finzione.

È un meccanismo fin troppo facile da azionare, perché siamo in qualche modo indotti ad indossare abiti adatti ad ogni occasione, maschere annesse, dalle quali poi risulta difficile liberarsi, anche quando ci sentiamo autentici. Ci ritroviamo così a compiere gesti sempre uguali, modellati per questa o quella particolare circostanza, che poi finiscono per essere confusi con i nostri modelli di riferimento più profondi, valori inclusi.  

Dalle maschere alle corazze il passaggio è breve.

Ciò accade soprattutto quando si viene condizionati da quello stereotipo comportamentale che si adagia sul nostro “non ascolto interiore”, che ci spinge di fatto a rinunciare alla ricerca di una nostra centralità. 

E in momenti di grande cambiamento, come quello che stiamo vivendo, pieno di paure e inquietudini, i conflitti interiori si acuiscono a causa delle nostre abitudini, che ci portano ad identificarci con i nostri desideri: dalla casa all’automobile, alla vacanza, al conto in banca, alle amicizie “strategiche”, fino allo status professionale, ambito o raggiunto. 

Provate ora ad immaginare cosa può provocare nella mente di un uomo il riaffiorare delle rinunce compiute in nome e per conto di un simbolo, di uno status, del mantenimento di un ruolo che impone la riduzione di spicchi di Vita basati sulla normalità di scegliere, la possibilità di dedicare più tempo agli altri, con gli altri. Consapevole o meno, questo processo può generare solo profonda infelicità.

Tuttavia ciò che ci rende così infelici e stressati, non è tanto la nostra vita concitata, quanto l’atteggiamento mentale che sviluppiamo, costantemente rivolto al successo quale esclusiva fonte di felicità in una sorta di circolo vizioso.

Ma come facciamo ad uscire da questo cuneo sempre più profondo?

Certo, la risposta più semplice sarebbe quella di non entrare mai in un simile labirinto. Ma una volta dentro, bisogna trovare la forza di rinunciare a qualcuna delle molteplici maschere che indossiamo, magari le più pesanti. Oppure, se non si riesce a lasciare andare proprio nulla, proviamo a non pretendere da noi stessi più di quanto non sia possibile dare sotto il peso di ingombranti responsabilità. È il primo passo di un percorso che può aiutarci a vivere meglio, ma che può iniziare solo se ci poniamo in ascolto di noi stessi. Come? Provate a dedicare qualche minuto al piccolo test sulla conoscenza di sé allegato e confrontatevi, poi, con chi vi sta più vicino.

Test sulla conoscenza di sé