"E IL MIO MAESTRO M’INSEGNÒ COM’E DIFFICILE TROVARE L’ALBA DENTRO L’IMBRUNIRE"

PUBBLICATO IL 12 OTTOBRE 2020 IN RIFLESSIONI

Franco Battiato – Prospettiva Nevski 

Senza più meraviglia, incontro sempre meno persone capaci di trovare nel buio pesto della routine, vera o presunta, la scintilla della Vita. L’appiattimento verso la valle, oramai, domina l’agire umano. Le benzodiazepine sono assunte come caramelle al sorgere della prima difficoltà, e a tutte le età, non per patologie “gravi”, o a seguito di traumi importanti, ma come anestetico alle emozioni. In pratica la negazione di sé.

Andiamo avanti come automi, affrontando gli impegni quotidiani, giorno dopo giorno, ripetendo gli stessi schemi che ci fanno sentire al sicuro, è vero, ma ci tengono anche lontani dal rischio di essere felici. Perché anche la felicità, che si contrappone alla più rassicurante monotonia, può fare paura, con i suoi sbalzi, a volte, da saper gestire.

Ci vuole coraggio per essere felici, soprattutto in un sistema che non vuole persone in tale condizione, ma unicamente consumatori obbedienti. È molto più semplice barricarsi dietro il proprio ego, giustificando la nostra mancanza di coraggio semplicemente ripetendo il mantra mentale del “non ce la faccio a cambiare”, “non ho le energie per farlo”, “è impossibile”, “la felicità è una chimera” e così via. In realtà si alzano le barriere difensive per rimanere romanticamente ancorati nelle quiete acque del porto sicuro. Fino alla prossima volta, in cui si desidererà dispiegare le vele, verso il mare aperto, con il desiderio iniziale di perdere la visione della terra alle proprie spalle. 

Inevitabilmente arriverà la prima tempesta, magari piccola, e ciò che si desiderava abbandonare, costituirà l’unica alternativa valida di scelta, la più sicura, almeno all’apparenza. Magari torneremo indietro velocemente, oppure ci diremo contenti di non essere mai partiti… qualcuno proseguirà il viaggio, costi quel che costi. Perché più coraggioso, o più incosciente o semplicemente perché più sensibile al richiamo della vita, che non può fermarsi ad aspettarci, neanche quando le diamo le migliori ragioni per farlo. Che ci crediamo o no, dopo il buio della tempesta tornerà a splendere il sole e, per quanto mi riguarda, non mi stancherò di far volgere lo sguardo, a chi ne ha bisogno e vorrà farlo, verso la quiete delle luci dell’alba.

 

Foto di copertina: pxhere.com