ACQUA VIVA

PUBBLICATO IL 04 SETTEMBRE 2026 IN RIFLESSIONI

Durante il giorno, usiamo l’acqua per molteplici ragioni: dissetarci, lavarci o lavare qualcosa, cucinare o annaffiare le piante. La utilizziamo con naturalezza, a volte anche poca accortezza, senza pensare a cosa essa rappresenti al di là della sua immediata utilità.

Da un punto di vista pratico, l’acqua è vita, non solo perché senza di essa gli esseri viventi non potrebbero sopravvivere, ma anche perché tutto è iniziato proprio grazie all’acqua, miliardi di anni fa.

Da un punto di vista filosofico, per i giapponesi, l’acqua è anche “viva” ed è in constante relazione di scambio con tutti noi. La cultura giapponese, infatti, sostiene che l’acqua possieda una sua energia vitale - anche chiamata Hado – che accoglie le vibrazioni dell’ambiente, le nostre emozioni e le rispecchia. In particolare, quando ci immergiamo nell’acqua, le doniamo qualcosa di noi, qualcosa che essa è in grado di assorbire.

Senza addentrarsi negli studi di Masaru Emoto, molto apprezzati dal folklore giapponese ma non riconosciuti dalla comunità scientifica, vorrei soffermarmi su una semplice riflessione: il liquido amniotico è composto per il 99% da acqua e quell’acqua non è solo un guscio protettivo ma un vero mezzo di comunicazione tra madre e figlio. L’acqua, dunque, è un elemento vivo e carico di emozioni ancestrali, di pensieri del mondo e può farsi carico anche delle nostre emozioni e dei nostri pensieri.

Per i giapponesi, quando ti immergi nell’acqua le cedi le tue vibrazioni energetiche ed essa risponde assorbendole e trasformandosi. Ma non solo, in questo modo l’acqua “lava” via i sentimenti negativi e restituisce purezza allo spirito e forza al corpo. Un momento per tornare alle origini del mondo, alle origini della nostra vita e riscoprire il conforto di quell’involucro primordiale che ci proteggeva e ci confortava.